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In qualche modo l’Italia si sta progressivamente “adattando” a quanto ha fatto nei mesi scorsi il Regno Unito, con risultati davvero importanti. Nella sfida al virus Sars-CoV-2 ora si ripercorre la strada della strategia inglese, con una raccomandazione in chiave di immunizzazione che appare di grande importanza. Occorre fare in modo che quante più persone possibile risultino protette con la prima dose di vaccino, specie tra le categorie a rischio per età o patologia. Si legge così la nuova indicazione del Comitato tecnico scientifico contenuta nel parere allegato a una circolare del ministero della Salute, che comporta un drastico cambio di marcia sulle tempistiche per la somministrazione vaccinale. In pratica si va a suggerire un netto incremento dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRna a 42 giorni rispetto ai 21 e 28 giorni previsti attualmente. Secondo il documento, firmato dal Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Dott. Gianni Rezza, “la somministrazione della seconda dose entro i 42 giorni dalla prima non inficia l`efficacia della risposta immunitaria; la prima somministrazione di entrambi i vaccini a mRna conferisce già efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia Covid-19 grave in un`elevata percentuale di casi (maggiore dell`80%)”.

Fonte:

Da e.Dott del 6/5/2021