Spett.le Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Dott. A. Urbani, in riferimento alla Vostra nota concernente la presunta scarsa numerosità di rinnovi dei piani terapeutici DOAC da parte dei Medici di Medicina Generale, si ritiene necessario formulare alcune osservazioni di merito. La gestione della terapia anticoagulante orale con DOAC e TAO non può e non deve essere ridotta a un mero adempimento amministrativo di rinnovo del piano terapeutico, ma richiede una valutazione clinica strutturata, periodica e multidisciplinare (appropriatezza dell’indicazione, funzione renale, rischio emorragico, aderenza terapeutica, interazioni farmacologiche, eventi intercorrenti).

In assenza di un percorso assistenziale formalizzato e condiviso, risulta improprio attribuire ai MMG una responsabilità “quantitativa” sui rinnovi, che rischia di trasformare un atto clinico complesso in una procedura puramente burocratica.

Si evidenzia inoltre che: alcuni pazienti sono in carico strutturato agli specialisti ospedalieri o ambulatoriali; spesso mancano canali organizzativi chiari per la rivalutazione periodica clinica necessaria al rinnovo appropriato; non è stato definito in modo uniforme chi, quando e con quali criteri debba effettuare la rivalutazione clinica; già nella ASL Roma 6, a fronte di lamentate carenze di personale specialistico, #SNAMI ha proposto nei mesi scorsi la collaborazione dei MMG mediante l’implementazione di un PDTA TAO/DOAC per il monitoraggio e la valutazione clinica intrinsecamente connesse alla continuazione o meno della terapia anticoagulante orale, senza tuttavia ricevere alcun riscontro.

A tutto ciò si aggiunge una condizione ormai strutturale di sovraccarico assistenziale dei Medici di Medicina Generale, di cui si continua a non tenere conto, determinato dall’aumento delle cronicità e dall’accumulo di adempimenti impropri. Tale situazione sta producendo un crescente fenomeno di anticipazione del pensionamento e di migrazione verso il settore privato, con ulteriore impoverimento del servizio pubblico territoriale.

Per tali motivi, invece di una lettura meramente numerica del fenomeno, si propone formalmente l’istituzione di un PDTA aziendale/regionale per la gestione della terapia anticoagulante orale (TAO/DOAC) che: definisca ruoli e responsabilità tra specialisti, MMG e strutture territoriali; valorizzi in modo appropriato il ruolo e l’impegno professionale del MMG; stabilisca criteri condivisi di presa in carico, follow-up e rinnovo dei piani terapeutici garantisca appropriatezza prescrittiva, sicurezza clinica e continuità assistenziale; eviti disomogeneità applicative e improprie semplificazioni amministrative.

I Medici di Medicina Generale sono disponibili a partecipare attivamente alla costruzione di tale percorso, nell’interesse primario della sicurezza dei pazienti e della qualità dell’assistenza. Si resta in attesa dell’attivazione di un tavolo di confronto operativo su questo tema.

Dott. Giuseppe Lanna

Presidente SNAMI Sez. di Roma

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