Da diverso tempo si assiste ad un nuovo strano sport nazionale: il tiro al bersaglio alla medicina territoriale, medici di famiglia in primis; eppure la medicina territoriale ha curato a domicilio il 98% dei pazienti covid, eppure la medicina territoriale ha continuato a tenere sotto controllo tutte quelle patologie che nel periodo della pandemia non erano “chiuse” al contrario di molti servizi ospedalieri; eppure la medicina territoriale ha effettuato visite, tamponi, vaccinazioni e terapie ai pazienti covid dando una reperibilità telefonica anche di sabato, domenica e in orari impossibili tutto per tranquillizzare e curare i pazienti; eppure e non da ultimo, la medicina di famiglia ha pagato a caro prezzo la pandemia con centinaia di colleghi morti attualmente circa la metà dell’intero comparto sanitario.

Ma tutto questo non conta! I politici attaccano la medicina di famiglia, i giornalisti, alcuni, puntano il dito alla medicina di famiglia, i no vax attaccano la medicina di famiglia e adesso anche eminenti virologi che sospettano una supposta “timidezza” nella prescrizione dell’antivirale Paxlovid, unico farmaco dato in dotazione ai medici di famiglia, non senza raccomandazioni, interazioni e avvertenze tutte da mettere nero su bianco tramite apposito piano terapeutico da compilare in “SOLITARIA RESPONSABILITA’” perché, come sempre, i medici di famiglia sono SOLI, non hanno infermieri che effettuano un prelievo, non hanno il laboratorio che esprime la creatinina, non hanno l’infettivologo per valutare l’impatto della somministrazione di un farmaco. Niente!

Farmaco estremamente valido e prescritto allo stato attuale da moltissimi medici di famiglia valutando ogni volta le interazioni, molte e in alcuni casi insuperabili come da linee guida espresse, gli esami di funzionalità renale quando disponibili perché, va ricordato a chi probabilmente frequenta solo ambienti accademici, che sul territorio non c’è il tutto e subito e anche per fare un prelievo a domicilio, il paziente non può ovviamente recarsi in autonomia a effettuare le analisi, occorrono giorni e non di certo 30 secondi come qualcuno poco avvezzo alla realtà afferma!!! Tra l’altro si afferma che i medici di famiglia dovrebbero, a proprie spese, acquistare apparecchi per effettuare, gratuitamente e sotto propria responsabilità la valutazione della creatinina, e questo lo dicono dal pulpito di ospitate ben retribuite da gettoni di presenza.

Ma tant’è!!! “Dagli al medico di famiglia” di manzoniana memoria! Così si attacca un pezzo fondamentale della sanità italiana, creando sfiducia da parte dei pazienti, creando insoddisfazione da parte degli stessi medici di famiglia che oltre che lavorare con ritmi allucinanti, anche di 12 ore al giorno, si trovano anche ad essere additati come causa di tutti i mali e questo giustifica, tra l’altro, l’esodo verso la pensione di chi può e lo scarso ricambio generazionale della categoria da sempre la MENO protetta di tutte le categorie sanitarie.

Non giova tra l’altro l’atteggiamento di questi eminenti virologi nel rifiutare qualsivoglia confronto ma vengono addirittura cancellate le risposte circostanziate ed educate per far “vedere” che sono tutti a favore di quella corrente, addirittura, e questo è VERGOGNOSO, vengono incitati i parenti dei pazienti covid a rivalersi nei confronti dei medici di famiglia che non hanno ritenuto opportuno somministrare il farmaco, fomentando l’odio verso l’UNICA categoria che c’è sempre stata insieme all’emergenza territoriale e insieme ai pronti soccorso.

Risulta molto facile parlare di una realtà, la medicina di famiglia, senza averla scelta e senza aver mai svolto neanche mezza giornata di studio medico. Nel primo conflitto mondiale i fanti erano “la carne da cannone” oggi NOI medici di famiglia siamo la nuova “carne da cannone”.

IL SEGRETARIO ORGANIZZATIVO SNAMI ROMA PRESIDENTE SNAMI ROMA

Dott. A. Campoli Dott. G. Lanna

Dott. Giuseppe Lanna – Presidente SNAMIRoma

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