Lo SNAMI protesta formalmente contro la pubblicazione dell’ordinanza regionale N. Z00009 del 17/03/2020 proposta n. 3999 del 16/03/2020, che di fatto non ha tenuto in alcun conto le proposte concrete fin qui avanzate, né ha in alcun modo coinvolto le sigle sindacali sul territorio per ascoltare le necessità e le incredibili difficoltà che i MMG stanno vivendo sul territorio fronteggiando eroicamente questa pandemia. Di seguito la lettera inviata agli organi competenti della Regione Lazio.
“Qui non si parla solo di Telesorveglianza e telemonitoraggio domiciliare, ma anche di visite domiciliari, senza avere la certezza di norme di sicurezza per i Medici che dovessero essere operativi. I mezzi di trasporto quali vengono utilizzati? Si tiene conto delle norme sulla sanificazione degli oggetti e strumentazioni usate? Chi risponde in caso di diffusione del virus a pazienti, collaboratori e familiari, senza che vengano effettuati tamponi per stabilire la positività dei MMG e PLS ?
Con sommo disappunto individuiamo che non si è tenuto in alcun conto delle proposte operative fatte dallo SNAMI.
Riteniamo tale comportamento quantomeno antisindacale, nell’elaborazione del documento in oggetto, in quanto pur comprendendo la necessità di definire regole valide per il contenimento dell’epidemia in corso, le vostre decisioni sono state prese unilateralmente senza aver sentito i rappresentanti della categoria dei Medici del territorio. Verso questa categoria, nonostante l’impegno che la stessa sta assumendo per dare idonee risposte alla tutela della salute dei cittadini del Lazio, non sono state adottate dalla Regione misure atte a preservare la loro operatività in sicurezza, con fornitura dei PDI, necessari ad evitare una loro possibile infezione e successiva trasmissione del COVID-9, che così tante vittime sta facendo.
Chiediamo immediato chiarimento sulla mancata condivisione delle procedure operative adottate e segnaliamo la criticità nella quale si trovano numerosi colleghi, già infettati o posti in Isolamento, senza aver avuto un idoneo riscontro diagnostico della positività di infezione da Coronavirus-19.
Stiamo valutando azioni volte a tutelare in maniera idonea i rischi che, dal vostro comportamento, potrà e dovrà affrontare la categoria dei Medici di Medicina generale, Pediatri di libera scelta e Specialisti Ambulatoriali, nello svolgimento della loro attività.“
Dott. Giuseppe Di Donna – Presidente Regionale SNAMI Lazio

