{"id":4193,"date":"2026-07-07T11:44:30","date_gmt":"2026-07-07T09:44:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.snamiroma.org\/wp1\/?p=4193"},"modified":"2026-07-07T11:44:36","modified_gmt":"2026-07-07T09:44:36","slug":"tar-lazio-sentenza-n-11984-2026-illegittima-la-prescrizione-suggerita-che-vincolava-i-medici-di-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.snamiroma.org\/wp1\/2026\/07\/07\/tar-lazio-sentenza-n-11984-2026-illegittima-la-prescrizione-suggerita-che-vincolava-i-medici-di-famiglia\/","title":{"rendered":"TAR Lazio sentenza n. 11984\/2026: illegittima la &#8220;prescrizione suggerita&#8221; che vincolava i medici di famiglia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L&#8217;avv. Beatrice Lucarelli, <a href=\"https:\/\/www.snamiroma.org\/wp1\/servizio-di-consulenza-legale-per-gli-iscritti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">legale di #SnamiRoma e #SnamiLazio<\/a>, ci ha segnalato ed analizzato una recentissima sentenza del TAR Lazio che annulla la delibera regionale che obbligava MMG e pediatri a formalizzare le prescrizioni dei medici delle strutture private prive di accesso al sistema DEMA. La pronuncia ribadisce che l&#8217;autonomia prescrittiva del medico non pu\u00f2 essere svuotata da esigenze organizzative, nemmeno quando mascherate da mera tracciabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Spett.le Sindacato, con il presente contributo porto alla Vostra attenzione la sentenza n. 11984 del 2026, pubblicata il 1\u00b0 luglio 2026, con la quale la Sezione Terza-quater del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso proposto dagli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri del Lazio \u2014 con l&#8217;adesione della FNOMCeO \u2014 avverso la Delibera della Regione Lazio n. 1344 del 30 dicembre 2025, nella parte in cui introduce un meccanismo di \u00abprescrizione suggerita\u00bb che imponeva ai medici di medicina generale (MMG) e ai pediatri di libera scelta (PLS) di formalizzare le prescrizioni diagnostiche e terapeutiche formulate da medici operanti in strutture private accreditate, prive di accesso al sistema di ricetta dematerializzata (DEMA).<\/p>\n\n\n\n<p>La pronuncia si inserisce nel solco di un consolidato orientamento giurisprudenziale in tema di autonomia professionale del medico e di limiti ai poteri organizzativi delle amministrazioni sanitarie, offrendo spunti di notevole interesse tanto sul piano del riparto delle competenze tra Regioni e professionisti sanitari, quanto sul rapporto tra esigenze di governo delle liste d&#8217;attesa e tutela dell&#8217;atto medico.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>I fatti di causa e il contenuto della delibera impugnata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Delibera regionale n. 1344\/2025, adottata nell&#8217;ambito delle politiche di governo delle liste d&#8217;attesa, prevedeva al punto 3.2 dell&#8217;Allegato A che il medico operante in struttura privata accreditata, ove non abilitato all&#8217;utilizzo del sistema DEMA per l&#8217;emissione diretta della ricetta dematerializzata, dovesse comunque procedere alla prenotazione della prestazione, demandando \u00abper il tramite del paziente\u00bb al MMG o al PLS la formalizzazione della prescrizione.<\/p>\n\n\n\n<p>In tale circostanza, il medico della struttura avrebbe dovuto indicare sulla ricetta bianca: il Codice Unico Regionale (CUR) della prestazione, il quesito diagnostico, la tempistica di esecuzione o di follow-up. Il MMG\/PLS sarebbe stato quindi \u00abtenuto\u00bb a compilare la prescrizione con l&#8217;indicazione \u00abALTRO\u00bb o con la classe di priorit\u00e0 appropriata, apponendo il <em>flag<\/em> di \u00abprescrizione suggerita\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli Ordini provinciali ricorrenti \u2014 unitamente alla FNOMCeO, intervenuta <em>ad adiuvandum<\/em> \u2014 hanno dedotto l&#8217;illegittimit\u00e0 della delibera sotto molteplici profili: violazione del Codice di Deontologia Medica (in particolare l&#8217;art. 13, che definisce la prescrizione come \u00abdiretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico\u00bb), eccesso di potere per sviamento e violazione del principio di proporzionalit\u00e0, difetto di motivazione, contrasto con gli artt. 3, 32 e 97 della Costituzione e con l&#8217;art. 45 dell&#8217;Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale.<\/p>\n\n\n\n<p>La Regione Lazio, costituita in giudizio, ha sostenuto la natura meramente organizzativa della misura, finalizzata a garantire la tracciabilit\u00e0 delle prescrizioni e a superare il limite tecnico delle strutture non abilitate al sistema DEMA, negando che essa potesse configurarsi come un \u00abautomatismo prescrittivo\u00bb lesivo dell&#8217;autonomia medica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>La decisione del TAR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il TAR Lazio ha accolto il ricorso, annullando la delibera nella parte impugnata, con una motivazione che si articola su due piani: l&#8217;analisi testuale del provvedimento e l&#8217;esame del rapporto tra potere organizzativo regionale e autonomia prescrittiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Collegio ha preliminarmente respinto la censura di difetto di motivazione, osservando che la finalit\u00e0 della misura \u2014 il governo delle liste d&#8217;attesa \u2014 emerge con chiarezza dalle premesse della delibera. Richiamando un principio consolidato nel processo amministrativo, il TAR ha affermato che non \u00e8 necessaria l&#8217;applicazione puntuale della specifica modalit\u00e0 attraverso cui la misura organizzativa \u00e8 ritenuta idonea a soddisfare la funzione perseguita. Sotto questo profilo, la motivazione \u00e8 stata ritenuta sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fulcro della pronuncia risiede nell&#8217;esame del meccanismo introdotto dalla Regione. Il TAR ha rilevato che dal tenore testuale della delibera \u2014 in particolare dall&#8217;uso dei verbi \u00abdemandare\u00bb e dell&#8217;espressione \u00abil MMG \u00e8 tenuto a compilare\u00bb \u2014 emerge in modo inequivoco che il medico di medicina generale era obbligato a formalizzare una prescrizione redatta da altri, senza alcuna discrezionalit\u00e0 sull&#8217;<em>an<\/em> della prestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Giudice amministrativo ha qualificato tale meccanismo come un \u00abautomatismo prescrittivo che svuota completamente la funzione del MMG nonch\u00e9 la norma deontologica di riferimento\u00bb, ponendo a fondamento del proprio ragionamento il principio, gi\u00e0 affermato dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 169 del 2017, secondo cui \u00abla regola di fondo deve essere l&#8217;autonomia e la responsabilit\u00e0 del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali\u00bb, tenuto conto del \u00abcarattere personalistico\u00bb delle cure sanitarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente significativa \u00e8 l&#8217;argomentazione con cui il TAR ha superato la difesa della Regione, che fondava la legittimit\u00e0 della misura sull&#8217;aggettivo \u00abappropriata\u00bb \u2014 riferito alla classe di priorit\u00e0 che il MMG avrebbe dovuto apporre. Secondo la difesa regionale, tale aggettivo avrebbe implicato il mantenimento di un potere valutativo del medico di famiglia. Il TAR ha replicato che il termine \u00abappropriata\u00bb era riferito esclusivamente all&#8217;obbligo di apposizione della classe di priorit\u00e0 (peraltro gi\u00e0 assegnata dal medico privato), e che nessun elemento testuale della delibera consentiva di ritenere che il MMG potesse discostarsi dalla prescrizione dello specialista.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;iter argomentativo del TAR si completa con un passaggio di notevole efficacia logica, condotto \u00abragionando a contrario\u00bb. Il Collegio ha osservato che, anche a voler ritenere fondata la prospettazione della Regione \u2014 secondo cui la libert\u00e0 prescrittiva del MMG sarebbe stata salva \u2014 si perverrebbe comunque a un esito paradossale.<\/p>\n\n\n\n<p>In un caso (quello della convalida della prescrizione da parte del MMG), si determinerebbe una duplicazione delle procedure, con conseguente aggravamento del percorso assistenziale per mere esigenze di gestione dei limiti tecnici del sistema \u2014 in palese contraddizione con l&#8217;obiettivo dichiarato di ridurre le liste d&#8217;attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;altro caso (quello del dissenso del MMG rispetto alla valutazione dello specialista), la prenotazione gi\u00e0 formalizzata dalla struttura privata verrebbe annullata, determinando \u00abun vero e proprio stallo del sistema delle cure\u00bb e un illegittimo allungamento dei tempi di attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambe le ipotesi, il sistema risulterebbe incoerente con la finalit\u00e0 perseguita, configurando un vizio di proporzionalit\u00e0 e di irragionevolezza dell&#8217;azione amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore profilo di rilievo affrontato dalla sentenza attiene alla <strong><u>responsabilit\u00e0 del medico di medicina generale.<\/u><\/strong> Il TAR ha escluso che il MMG\/PLS, anche nel mero recepimento di una prescrizione altrui, potesse ritenersi sollevato da responsabilit\u00e0, essendo \u00abin ogni caso dovuto un suo vaglio allorquando egli sia chiamato ad assumere un ruolo nell&#8217;attuazione di una strategia diagnostica o terapeutica nell&#8217;interesse di un proprio paziente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa affermazione ha una duplice conseguenza sistematica: da un lato, conferma che la responsabilit\u00e0 professionale del medico non pu\u00f2 essere frammentata o derogata da atti amministrativi regionali; dall&#8217;altro, rende evidente l&#8217;insostenibilit\u00e0 di un sistema che, imponendo al MMG di recepire acriticamente la prescrizione altrui, lo espone a responsabilit\u00e0 per scelte cliniche che non ha autonomamente valutato \u2014 in palese violazione del principio per cui alla responsabilit\u00e0 deve corrispondere un effettivo potere decisionale.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;inquadramento sistematico: autonomia prescrittiva e limiti al potere organizzativo regionale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sentenza n. 11984\/2026 si colloca in un quadro giurisprudenziale che ha progressivamente definito i confini tra il potere organizzativo delle Regioni in materia sanitaria e l&#8217;autonomia professionale del medico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il punto di partenza \u00e8 costituito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 169 del 2017, che ha affermato il principio fondamentale secondo cui \u00abla regola di fondo deve essere l&#8217;autonomia e la responsabilit\u00e0 del medico\u00bb, valorizzando il carattere personalistico delle cure sanitarie. Tale principio \u00e8 stato recentemente ribadito dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 7123 del 2025, citata dal TAR, che ha confermato il limite invalicabile dell&#8217;autonomia prescrittiva rispetto agli interventi organizzativi regionali.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa prospettiva, il TAR Lazio ha correttamente applicato il principio secondo cui l&#8217;Amministrazione pu\u00f2 incidere nell&#8217;ambito prescrittivo \u00absolo imponendo adempimenti che non vadano a incidere sull&#8217;ampiezza della possibilit\u00e0 di scelta diagnostico-terapeutica\u00bb e, pertanto, \u00abnon pu\u00f2 intervenire limitando la libert\u00e0 del medico nell&#8217;adozione delle scelte terapeutiche pi\u00f9 necessarie per il trattamento dei pazienti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La pronuncia si distingue per aver applicato tale principio non gi\u00e0 a misure direttamente limitative della prescrizione (come nel caso di tetti prescrittivi o di limitazioni all&#8217;uso del ricettario), ma a un meccanismo apparentemente neutrale \u2014 la formalizzazione di una prescrizione gi\u00e0 formulata \u2014 svelando la portata sostanzialmente lesiva dell&#8217;autonomia medica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotto il profilo del riparto costituzionale delle competenze, la sentenza offre un contributo rilevante alla definizione del confine tra la competenza regionale in materia di organizzazione sanitaria e la riserva di professionalit\u00e0 che presidia l&#8217;atto medico. Il TAR non nega che la finalit\u00e0 organizzativa \u2014 il governo delle liste d&#8217;attesa \u2014 rientri nelle attribuzioni regionali; ci\u00f2 che viene censurato \u00e8 lo strumento prescelto, che utilizza il potere organizzativo per \u00abincidere sulla sostanza dell&#8217;atto medico\u00bb, svuotando il contenuto decisionale e violando il nucleo essenziale dell&#8217;autonomia professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale approccio \u00e8 coerente con l&#8217;orientamento della giurisprudenza costituzionale in tema di riparto di competenze legislative in materia sanitaria, che individua nell&#8217;autonomia professionale del medico un principio fondamentale della materia \u00abtutela della salute\u00bb, vincolante per il legislatore regionale (cfr. Corte Cost. n. 114\/2025 e Corte Cost. n. 177\/2025, che hanno ricondotto alla competenza regionale misure organizzative purch\u00e9 non invasive della sfera professionale).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><strong>Profili deontologici: il Codice di Deontologia Medica come parametro di legittimit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un aspetto di particolare interesse della sentenza \u00e8 il ruolo riconosciuto al Codice di Deontologia Medica quale parametro di legittimit\u00e0 dell&#8217;azione amministrativa regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricorrenti avevano dedotto la violazione dell&#8217;art. 13 del Codice di Deontologia Medica, che definisce la prescrizione come \u00abdiretta, specifica, esclusiva e non delegabile competenza del medico\u00bb, impegnando \u00abl&#8217;autonomia e la responsabilit\u00e0\u00bb. La Regione, pur senza contestare la vincolativit\u00e0 del Codice, aveva sostenuto che la misura non fosse lesiva dell&#8217;autonomia prescrittiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il TAR, accogliendo sostanzialmente la prospettazione dei ricorrenti, ha riconosciuto \u2014 sia pure implicitamente \u2014 che il Codice di Deontologia Medica costituisce un parametro normativo rilevante ai fini del sindacato di legittimit\u00e0 sull&#8217;atto amministrativo, concorrendo a definire il contenuto della diligenza professionale qualificata e fungendo da limite esterno al potere organizzativo regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo profilo merita di essere segnalato perch\u00e9 consolida l&#8217;orientamento, gi\u00e0 emerso nella giurisprudenza amministrativa, secondo cui le norme deontologiche non si collocano in una dimensione meramente etica ma concorrono a integrare il parametro di legalit\u00e0 dell&#8217;azione amministrativa quando essa incida sull&#8217;esercizio della professione medica.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p>La sentenza del TAR Lazio n. 11984\/2026 si segnala per la nitidezza del percorso argomentativo e per la capacit\u00e0 di smascherare, dietro l&#8217;apparente neutralit\u00e0 tecnica di un meccanismo di tracciabilit\u00e0 prescrittiva, un effetto sostanziale di svuotamento dell&#8217;autonomia del medico di medicina generale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul piano pratico, la pronuncia produce i seguenti effetti:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>per i MMG e i PLS del Lazio<\/strong>, cessa l&#8217;obbligo di formalizzare le \u00abprescrizioni suggerite\u00bb dai medici delle strutture private accreditate, con il conseguente ripristino della piena autonomia valutativa sull&#8217;<em>an<\/em> e sul <em>quomodo<\/em> della prescrizione;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>per la Regione Lazio<\/strong>, si pone l&#8217;esigenza di individuare soluzioni alternative per la tracciabilit\u00e0 delle prescrizioni che non comprimono l&#8217;autonomia professionale, eventualmente operando sul piano dell&#8217;abilitazione tecnica delle strutture accreditate al sistema DEMA, anzich\u00e9 scaricando sul MMG l&#8217;onere della formalizzazione;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>per gli Ordini professionali<\/strong>, la sentenza rappresenta un precedente significativo a sostegno della legittimazione ad agire a tutela dell&#8217;autonomia professionale dei propri iscritti, anche avverso atti amministrativi regionali di contenuto organizzativo.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, la sentenza in commento si candida a costituire un precedente di riferimento nella definizione dei limiti che il potere organizzativo regionale incontra rispetto all&#8217;autonomia prescrittiva del medico, offrendo agli operatori del diritto e agli Ordini professionali un solido arsenale argomentativo per contrastare misure amministrative che, sotto la veste di interventi organizzativi, nascondano in realt\u00e0 un&#8217;indebita compressione della libert\u00e0 professionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019auspicio di aver fornito utili approfondimenti, invio i miei pi\u00f9 cordiali saluti.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Avv. Beatrice Lucarelli <strong>STUDIO LEGALE LC LEGAL<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Via F. Briganti, 129 06127 Perugia (PG)Via Roma, 76 00046 &#8211; Grottaferrata (RM)<br><strong><em>contatti<\/em><\/strong><br>Mobile: +39 3479705607<br>mail: <a href=\"mailto:beatricelucarelli@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">beatricelucarelli@gmail.com<\/a><br>PEC: <a href=\"mailto:beatrice.lucarelli@avvocatiperugiapec.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">beatrice.lucarelli@avvocatiperugiapec.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-css-opacity\"\/>\n\n\n<ul class=\"wp-block-latest-posts__list is-grid columns-3 has-author wp-block-latest-posts\"><li><div class=\"wp-block-latest-posts__featured-image aligncenter\"><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.snamiroma.org\/wp1\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8582393433309433.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image\" alt=\"\" style=\"\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.snamiroma.org\/wp1\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8582393433309433.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.snamiroma.org\/wp1\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8582393433309433.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.snamiroma.org\/wp1\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/8582393433309433.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/div><a class=\"wp-block-latest-posts__post-title\" href=\"https:\/\/www.snamiroma.org\/wp1\/2026\/07\/07\/tar-lazio-sentenza-n-11984-2026-illegittima-la-prescrizione-suggerita-che-vincolava-i-medici-di-famiglia\/\">TAR Lazio sentenza n. 11984\/2026: illegittima la &#8220;prescrizione suggerita&#8221; che vincolava i medici di famiglia<\/a><div class=\"wp-block-latest-posts__post-author\">di SNAMI Roma<\/div><div class=\"wp-block-latest-posts__post-excerpt\">L&#8217;avv. 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